
Se il vostro bambino a 36 mesi stenta a parlare, fate prima una visita ORL (otorinolaringoiatra) per accertarvi che non ci siamo muchi o tappi di cerume nell’orecchio interno che possano ostacolarne la percezione adeguata dei tratti distintivi sonori e rendere difficile, conseguentemente, la produzione.
“Dottoressa ma mio figlio ci sente!!! Se lo chiamo da una stanza all’altra risponde”.
È la classica risposta del genitore.
“Sentire” e “percepire” hanno una valenza differente in logopedia. “Sentire” è condizione necessaria ma non sufficiente per svolgere una buona valutazione funzionale del profilo linguistico del bambino/a.

Se il vostro bambino vi sembra molto disattento durante l’ultimo anno di scuola dell’infanzia, non interessato all’ascolto di una favola, alla condivisione di un gioco con voi o con un coetaneo; se non riesce a rispettare l’alternanza del turno nel “gioco dell’oca”, se non riesce a seguire un semplice “memory” di figure, a mangiare seduto a tavola con voi, parlatene con l’insegnate di riferimento (infanzia o primaria in base alla fascia di età di interesse) per constatare se sono atteggiamenti che il bambino attua solo nel quotidiano o anche a scuola. Se si comporta così in tutti gli ambienti, valutate l’opportunità di parlarne con uno specialista (logopedista, terapista della neuropsicomotricità).

Attenzione ad atteggiamenti di isolamento e scarsa intenzionalità a comunicare del vostro bambino. Osservate le prime modalità di interazione sociale (il modo di sorridere, il pianto, i movimenti oculari, se vi guarda mentre lo allattate al seno durante i primissimi mesi, la condivisione di un gioco). Ogni segno di ambiguità, già a 18 mesi, può risultare fondamentale per intraprendere un percorso valutativo, diagnostico e conseguentemente terapeutico. La Logopedia non deve incutere timore, ma deve rappresentare una possibilità di aiuto e supporto per la famiglia.

Attenti durante le prime fasi di apprendimento della letto-scrittura del vostro bambino; se mostra molta fatica nel riconoscimento di determinate lettere simili ma orientate in maniera diversa nello spazio (b/d – p/q – a/e), se ripete costantemente gli stessi errori nell’ortografia, se la lettura è molto lenta e non ha voglia di fare i compiti, non pensiate che sia svogliato, forse vi sta chiedendo aiuto!