11 Dic Il Gioco e i Giocattoli come strumenti educativi e di crescita.
Il periodo più magico è iniziato: lucine che scaldano il cuore, preparativi, doni sotto l’albero e nuovi articoli per il blog.
Oggi, 11 Dicembre 2017,vi presento Michele Angelicchio e sua moglie Claudia La Cordara, proprietari, insieme, di un negozio davvero magico: “Nuvole di Sogni”.Già il nome ci porta a sognare. E’ la casa di Babbo Natale, una casa incantata nel centro storico della città di Chieti.
Hanno aperto il loro negozio di giocattoli con un ben preciso intento: giocare….educando.
Il mio nipotino Manfredi è cresciuto con i loro giochi, con i loro laboratori di lettura e creatività.
Ho chiesto loro di scrivere un articolo per questo mese di Dicembre, un mese dedicato ai doni, dedicato alla scelta del giocattolo più adatto ” per quel/la bambino/a, impresa semplice ma complessa allo stesso tempo.
Il mio obiettivo è quello di “dar voce” ad ogni ” elfo” che possa, insieme a me, occuparsi del benessere emotivo, cognitivo e psico-educativo del bambino in maniera “tout court”.
Buona lettura.
“La parola a….Michele e Claudia”.
Ci stiamo avvicinando anche quest’anno all’appuntamento più atteso dell’anno, quello in cui i bambini vedranno materializzarsi molti dei desideri che hanno stampato nelle loro letterine indirizzate al caro Babbo Natale.
Non importa se scritte o disegnate, la maggior parte delle letterine di Babbo Natale contemplano una serie precisa di indicazioni che i genitori cercano di soddisfare.
Tutto molto bello, ma c’è un ma.
Infatti, se questo è il momento più carico dal punto di vista emotivo per i piccoli di casa, per molte mamme e molti papà cominciano riflessioni sull’utilità dei giocattoli che arriveranno in dono ai loro figli.
E come dargli torto!?
In molti casi, la lista dei desideri è una trascrizione molto precisa degli input pubblicitari che i bambini ricevono.
Il personaggio del momento o il gioco su cui le case produttrici di giocattoli hanno puntato, però mette in dubbio la valenza educativa del giocattolo e per molti versi del gioco in quanto tale.
Se anche tu che mi stai leggendo, sei tra gli sconfortati per tutta quella quantità di “cose non utili” che arriva ogni anno a Natale, posso capirti. Io sono dalla tua parte.
A complicare le cose sono i tanti parenti, gli amici di famiglia che regalano giocattoli acquistati senza una particolare attenzione rispetto alle necessità di crescita sana ed equilibrata del piccolo che li riceverà, aumentando così il numero e le probabilità che questi giocattoli, diventino adatti SOLO a prendere polvere.
Ovviamente c’è l’altra faccia della medaglia.
“Gioco ed Educazione”.
Se è vero che esistono giocattoli “non utili” è vero, anche, che esistono tantissime proposte di altissimo valore educativo, che stimolano e divertono allo stesso tempo.
Per questo, non possiamo pensare che i giochi e i giocattoli siano tutti uguali e soprattutto che siano tutti inutili solo perché non sono scelti con la giusta consapevolezza. Magari quegli stessi giochi, finiti nelle mani di altri bambini potrebbero essere molto utili.
Giocare è “una faccenda seria”, un momento fondamentale per ogni bambino.
È attraverso il gioco che i piccoli costruiscono il loro posto nel mondo, l’ identità personale e le regole di convivenza.
Tutto passa attraverso il gioco.
Immagina il gioco come una palestra in cui apprendiamo nozioni, informazioni e concetti. Una palestra in cui sperimentiamo. Il tutto, sarebbe meglio fosse in una cornice piacevole, motivante e coinvolgente. Il giocattolo “ utile” ne dovrebbe essere protagonista assoluto.
Capisci l’importanza?
Per questo è necessaria una cultura del gioco e che la scelta dei giocattoli avvenga a monte con l’aiuto di professionisti, di persone che dedicano la vita all’approfondimento e allo studio di oggetti di grande valore educativo e formativo.
” Il gioco come aiuto”.
Ora fatta questa premessa possiamo continuare ponendoci un’altra domanda:” Ma questo vale anche in situazioni in cui è presente il disturbo dell’apprendimento?”
Mi spiego meglio.
Le situazioni in cui si trovano genitori di bambini con esigenze speciali, potrebbero farci pensare che il discorso non sia lo stesso.
“Si va bene tutto, ma mia figlia ha bisogno di tantissime attenzioni. Deve essere aiutata ogni singolo giorno a studiare. Deve seguire le indicazioni della maestra ed esercitarsi continuamente e il tempo per giocare non c’è! “
E ancora.
“Io mamma devo essere li, presente incoraggiandola perché possa diventare autonoma nell’affrontare la quotidianità, aiutandola a contrastare quel senso di disagio che potrebbe vivere a causa di preconcetti o della informazione non sempre adeguata che la società mostra verso il mondo dei disturbi di apprendimento. E tu mi parli di giocare?”
Giusto. Le perplessità dei genitori devono essere prese sempre in seria considerazione. È anche questo il motivo per cui ho accettato di scrivere questo articolo.
Ciò che penso rispetto alle legittime obiezioni che hai letto prima è che il gioco sia un elemento ineludibile anche e soprattutto in situazioni problematiche.
Anzi vale ancor di più quando il gioco viene utilizzato da cuccioli che hanno bisogno di più attenzioni. Inoltre in questi casi l’approccio ludico diventa un valido aiuto per i bambini e uno strumento preziosissimo per i genitori, ma anche per gli insegnanti e per tutte quelle figure che ruotano intorno a loro.
“Il gioco come migliore strumento riabilitativo”.
Questa prospettiva è confermata dalla pratica quotidiana di molti professionisti del mondo dell’educazione compresa la Dottoressa Desiderio, la quale utilizza il gioco per far fronte a bisogni educativi speciali, considerandolo come la migliore forma di terapia.
Non posso che condividere a pieno questo modus operandi e sostenere particolari tipi di giochi e giocattoli ovvero quelli che mettono al centro sempre i bambini con le loro esigenze specifiche di crescita sana ed equilibrata.
Giocare è una faccenda seria per tutti i bambini. Scegliere bene gli strumenti che li aiutino a crescere in maniera autentica è un nostro dovere.
Per questo occorre una seria cultura del gioco e del giocattolo.
Dobbiamo imparare a conoscere i giochi che proponiamo ai nostri bambini ed essere più esigenti nella scelta e soprattutto giocare insieme a loro.
Come diceva Platone: “Si può scoprire di più su una persona in un’ora di gioco che in un anno di conversazione”.
E in più quando giochi con tuo figlio impari a conoscere anche te.
P.S.: Un, due, tre….Stella!!!
Ti sei mosso, ti ho visto…. Buon gioco e buon Natale!
Potete consultare il sito di Michele al Claudia digitando www.nuvoledisognidacla.it