Ritrovare l'entusiasmo dei bambini

Come ritrovare l’Entusiasmo.

Gennaio 2017: l’Abruzzo è nella morsa del gelo.

Scuole ed uffici pubblici chiusi per settimane, città e paesi dell’entroterra “cristallizzati” da una quantità storica di coltre bianca. Come non provare meraviglia davanti alla bellezza che la natura ci regala?

La prima sensazione, credo per noi tutti, è quella del ricordo dell’infanzia, delle emozioni con i compagni di gioco. Le terapie sono state sospese, lo Studio chiuso per giorni… Come avranno impegnato il loro tempo i miei bambini?

Si saranno entusiasmati, spero!!! Avranno sfruttato la neve come il “miglior gioco” possibile, al contrario degli adulti. Io stessa mi sono sentita demotivata ed imprigionata, accantonando le emozioni di bambina; non ho avvertito quella felicità del saltare la scuola, bensì avevo desiderio di andare a lavorare.

Si cresce e tutto cambia.

Che cos’è l’Entusiasmo e in che modo è utile alle sedute di logopedia?

L’Entusiasmo è il risveglio di una forza interiore, uno stato d’animo positivo, attivo, un sentimento intenso di gioia e partecipazione.

Se lo si dovesse cercare sul vocabolario, lo troveremmo sotto la definizione di “essere ispirato, acceso, agitato”.

Il/la Logopedista deve entusiasmare e persuadere il suo piccolo paziente attraverso attività sempre nuove e creative, per garantire l’apprendimento. Cosa “accenderà” mai la neve? Sicuramente susciterà una grande creatività.

A causa di tablet e cellulari scarichi, alcuni bambini avranno sperimentato l’idea che senza tecnologia,oggi, non si può vivere, così come i loro genitori che saranno entrati in un baratro di paranoia non sapendo cosa far fare ai loro figli.

Avranno riassaporato le vecchie abitudini ludiche? Il gioco del silenzio, mosca cieca, stare all’aria aperta e condividere con il proprio bambino qualche “palla di neve”. Alcuni avranno perso l’entusiasmo, altri l’avranno ritrovato nelle piccole cose.

Sviluppare i canali sensoriali attraverso le esperienze di tutti i giorni.

Molti bambini avranno pensato: “Ma com’è fatta la neve”? e si saranno dati delle risposte, imparando dall’esperienza. E ancora: “È fredda, è soffice, ma si trasforma in ghiaccio duro e pesante, non ha sapore, sembra la panna montata…Noooo!!! Sembra ovatta”. Avranno attivato tutti i canali sensoriali, indispensabili per un buon apprendimento neurocognitivo.

Ed io?

L’entusiasmo in quei giorni un po’ l’ho perso, non lo nego. Avevo bisogno del mio lavoro, della mia quotidianità. La verità è che non siamo abituati a stare “fermi”,a rispettare la lentezza delle giornate come quelle trascorse immersi nella neve.

Mi piace citare un pensiero della poetessa Alda Merini:

“Tutti corrono come matti. Ma incontro a cosa? Spesso incontro all’infelicità… Il continuo accelerare ci fa perdere il gusto delle piccole cose.”

 

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