“Quando le Parole In-Segnano”.

Ieri, il mio Studio di Riabilitazione Logopedica “Libera Espressione“ha aperto le porte ad un pomeriggio di condivisione,dedicato all’Importanza del sapere Comunicare con i propri figli. E’ stato un incontro rivolto ad alcune famiglie di bambini che ho in trattamento logopedico perchè reputo fondamentale parlare con i genitori, trovare dei momenti in cui ci si dedichi a loro e si diano le giuste risposte alle loro domande. Colgo l’occasione per riprendere a scrivere i miei articoli proprio raccontandovi il pomeriggio di ieri. Si. Voglio raccontarlo perchè in me ha suscitato un gran senso di Benessere, di tranquillità e pace. Spero anche alle mie famiglie e a chi ci ha seguiti in diretta Facebook. Spero di riuscire a riproporre un secondo incontro nel mese di Dicembre,per poter dare a tutti la possibilità di sperimentare questa esperienza, a tratti, catartica. Voglio,in primis, ringraziare la disponibilità di Mamma Linda, che con professionalità e passione ha saputo spiegare a “a chiare lettere” il valore delle Parole; che con i Bambini nulla è scontato.

Parole O-Stili.

” I bambini imparano dalle nostre azioni più che dalle nostre parole, ma ci ascoltano sempre,anche quando sembrano distratti. A volte le parole con cui ci rivolgiamo a loro rievocano nella loro mente e nel loro animo immagini che non vanno più via. Le Parole hanno POTERE perchè rappresentano immagini ed evocano Emozioni, lasciano un segno dentro di noi”.

Come ci prendiamo cura dei nostri bambini?

Spesso sento genitori dire:” ho comprato a mio figlio l’ultimo maglioncino firmato….l’ultimo giocattolo uscito in pubblicità, l’omogeneizzato migliore….ma sulla qualità delle Parole ci riflettiamo mai?Bisogna scegliere con cura le parole del nostro lessico familiare ed assicurarci che questo rispetti il bambino in quanto tale,non offuschi il nostro affetto,gli lasci la possibilità di cambiare, sostituisca l’hate word con parole correttive si, ma positive.

“Gli hate words sono termini odiosi che provocano dolore perchè sono dispregiativi per natura. Sono le parole peggiori che si possano usare”( Aaron Pecham, Urban Dictionary: fularious street slang defined,Andrews McMeel 2005).

Ci sono parole che usiamo quotidianamente,ma che feriscono e danneggiano i bambini a poco a poco SEMPRE. Quali sono queste parole?

-“Non sei capace”.

-“Sei sempre il solito”.

-“Sbagli sempre”.

-“Cattivo”.

-“Non impari mai”.

Cosa significa quando spesso i bambini,tra di loro si categorizzano come CATTIVI? “Captivus”è un termine latino che indicava lo stato di prigionia, di guerra. Con la diffusione del Cristianesimo passò ad avere una connotazione dell’anima non più reversibile-essere complice del diavolo-

Quanto vale per un bambino un “mai”,un “sempre”? Questi termini,spiega Linda, ingabbiano i bambini e negano loro la possibilità di seguire la via della crescita.

L’importanza del ruolo genitoriale e di noi terapisti ed educatori.

Questo incontro è stato fortemente voluto da me per far riflettere i genitori sull’importanza dell’uso di alcune parole ed espressioni che nella quotidianità vengono impiegate per correggere i bambini o per dare loro delle regole.  Non solo i genitori devono porre attenzione,ma l’adulto che ruota intorno al piccolo, perchè segnano dentro, creando giudizi,pregiudizi ed ostacoli che inibiscono il bambino sia nella costruzione del sè, sia nella relazione con l’altro,sia nel processo di apprendimento. Il bambino ha diritto a spiegazioni,correzioni e divieti che non ledano la sua dignità di persona e che siano proporzionati alla sua sensibilità.

Il fine ultimo di questo pomeriggio è stato quello di dare spazio a chi ha questo grande ruolo: educare. Cosa non semplice, soprattutto nella nostra società odierna.

 

Linda D’Ilario è una Mamma,una grande Insegnante per i suoi alunni ed una grande Amica.