approccio sereno tra il bambino e il logopedista

Primo obiettivo? L’empatia.

Io, tu, noi…l’empatia.

“Empatizzare con gli altri significa sentire con gli altri,avendo sufficientemente chiara la differenza tra noi,cosa significa essere chi siamo, e il mondo fuori di noi,il mondo degli oggetti e il mondo degli altri”.
(Vittorio Gallese).

In un percorso logopedico è fondamentale porsi obiettivi a breve, medio e lungo termine.

Perché è importante?

-la famiglia che chiede aiuto deve conoscere, in maniera chiara, step e finalità del percorso terapeutico;
-la chiarezza ottimizza tempi e risorse;
-il piano di lavoro deve essere partecipato e condiviso.

Qual’è il primo obiettivo nel mio percorso logopedico, a seconda che ci si trovi di fronte ad un bambino, ad un adulto o ad un anziano? instaurare un rapporto empatico.

Cosa significherà mai Empatia?

Un altro termine inconsueto? No, perché empatia vuol dire “sentire dentro”. Scoperta al Liceo, ho avuto la possibilità, grazie gli studi classici, di alimentarla e di sviluppare la capacità di comprendere e ascoltare, vivere e condividere emozioni.
L’empatia è un’importante competenza emotiva, un’abilita sociale fondamentale per instaurare una comunicazione interpersonale gratificante. Attraverso il canale empatico possiamo cogliere i messaggi del corpo, quella comunicazione non-verbale fatta di sguardi, di movimenti repentini, di sorrisi, di smorfie che spesso un bambino “speciale” ci regala.

Questi sono gli elementi più importanti da osservare e da approfondire durante un bilancio logopedico e durante i primi incontri: instaurare fiducia, stima, sapersi agganciare l’un l’altro. Il termine “agganciare” mi piace molto perché rende l’idea.

Cosa mi prefiggo di fare quando prendo in trattamento un/a bambino/a ?

È questo ciò che faccio con i miei bambini durante il primo mese: regalarCi emozioni. È mio compito assicurare serenità al bambino che affronta la terapia logopedica ed evito di addentrarmi subito, per esempio, nell’impostazione dei suoni che non ha nel suo inventario fonetico o di sottoporgli esercizi prettamente didattici.

Spesso ci si pongono obiettivi troppo alti sin dalle prime sedute, per dimostrare al genitore che non siamo “perdi tempo”. Tuttavia, emozionarsi non significa perdere tempo o non svolgere con coscienza il proprio lavoro. Essere logopedisti significa anche saper toccare le corde più profonde dell’animo umano.
Non ha importanza se durante il primo mese abbiamo solo giocato e riso “a crepapelle”. Dal mio punto di vista, ho sicuramente raggiunto il mio obiettivo.

Libera Espressione è….

lo scopo di Libera Espressione è quello di imparare attraverso il Gioco. Tutto il mio lavoro avrà un’impostazione ludica. Ma deve capirlo il bambino, è lui/ lei che deve fidarsi di noi.
Spesso vedo bambini intimoriti, spaventati, deboli emotivamente, bambini che si scontrano con realtà troppo ” dure” per loro: la Scuola “pretenziosa” ( cosi mi viene da chiamarla), le mille attività extra scolastiche da svolgere durante la settimana.
Ed ora?anche la Logopedia? NOOOOOOOOOOOO!!!
La Logopedia non deve essere vissuta come una seconda scuola, ma come una possibilità, un’alternativa nella modalità di apprendere.
Se vuoi sapere di più sulla Logopedia, vai alla sezione ” che cos’è la Logopedia” e vedrai che ti piacerà.